Il monumento che più di ogni altro ricorda le origini romane della città e simbolo di essa in tutto il mondo.
Un grandioso anfiteatro, il terzo per grandezza fra quelli giunti fino a noi e sicuramente quello meglio conservato, nonostante il terremoto del 1183 che distrusse il triplice ordine di arcate sovrapposte che lo circondavano interamente.
Oggi di quel paramento rimane solo una porzione formata da quattro campate che con amicizia i veronesi chiamano "ala", ma tanto basta perché anche il turista più distratto possa cogliere l'imponenza del suo aspetto originale.
Perfettamente integro è invece l'ordine interno, ininterrotta sequenza formata da 72 doppie arcate in pietra che creano un'ellisse larga centodieci metri e lunga centoquaranta.
Costruita nel primo secolo dopo cristo con il marmo estratto da cave della provincia, originariamente era collocata all'esterno delle mura cittadine. Fu solo nel 265 che, per necessità difensive cagionate dalla presenza di orde barbare nella pianura padania, essa venne inglobata nel perimetro cittadino con possenti mura fatte erigere dall'imperatore Gallieno. Mura che sono ancor oggi visibili nell'omonima piazzetta ad essa retrostante. L'ovale interno ha un'asse maggiore di circa settantaquattro metri e un'asse minore di quarantacinque metri. La cavea è formata da 45 gradini che hanno una altezza media di 45 centimetri.
Nuova pagina 2
Grazie
alla redazione scopri la bellezza della nostra penisola.
Leggi le
news sugli eventi
in Italia
Country
Market
sezione in allestimento...
Country
Life
sezione in allestimento...
Compila
il form con i dati della tua azienda per aderire!