La riserva comprende un bosco relitto della bassa collina romagnola, da considerare tra le piú interessanti testimonianze delle antiche foreste che un tempo ricoprivano l'intero territorio. Le specie arboree dominanti sono quelle caratteristiche di questa fascia altitudinale, soprattutto roverella e cerro, ma il bosco presenta alcune spiccate note mediterranee. Nonostante la limitata estensione sono numerose le specie vegetali di grande interesse, come la rarissima orchidea Serapias cordigera.
I dati delle ricerche compiute da Pietro Zangheri sono una testimonianza della notevole ricchezza faunistica di Scardavilla, che é stata parzialmente confermata da indagini recenti. L'antico bosco e gli arbusteti circostanti hanno infatti consentito la sopravvivenza di specie ormai relegate a biotopi di limitata estensione e nel contempo attirano una fauna variegata che nell'area protetta trova luoghi di rifugio e riproduzione per poi tornare a disperdersi negli ambienti limitrofi. Tra i mammiferi, per esempio, il tasso compie occasionalmente le sue scorribande in cerca di frutti e bacche di cui é ghiotto, mentre la faina, piú tipicamente carnivora, cattura nidiacei, anfibi e invertebrati; tra gli ungulati é stato sporadicamente osservato il capriolo, in grande espansione nelle colline romagnole. Tra i piccoli mammiferi sono sicuramente presenti roditori come arvicola di Savi, topo selvatico e topolino delle case e insettivori come toporagno comune e crocidure (Crocidura suaveolens e C. leucodon).
Il ghiro frequenta i sottotetti delle abitazioni, come pure le due specie di chirotteri presenti: il rinolofo minore (Rinolophus hipposideros) e quello maggiore (R. ferrumequinum), di grande interesse protezionistico perché non molto comune in regione. Gli uccelli possono essere osservati soprattutto negli arbusteti ai margini del bosco, dove trovano cibo abbondante e luoghi di rifugio e nidificazione. Durante l'inverno é facile scorgere soprattutto scricciolo e pettirosso, ma in primavera l'abbondanza di specie é davvero notevole: usignolo, capinera, cinciarella, cinciallegra, saltimpalo, merlo, averla piccola, cardellino, ballerina bianca, zigolo nero e luí piccolo sono solo alcuni dei passeriformi che nidificano nella riserva e possono essere osservati o piú spesso ascoltati nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio. Ai margini dei coltivi volano gazza e upupa, mentre addossato ai tronchi degli alberi deperienti, intento a cercare larve di insetti sotto la corteccia, non é raro scorgere il torcicollo. Tra i rapaci notturni é comune la civetta e sicura la nidificazione del barbagianni, che contribuisce a mantenere sotto controllo le popolazioni di microinvertebrati; saltuariamente capita di avvistare la poiana che sorvola l'area.
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