Situato sull'isoletta di Megaride, su cui, secondo la leggenda, s'impigliò il corpo inerte della sirena Partenope. Qui sbarcarono i Cumani nel VI sec. a.C. per fondarvi il primo nucleo della futura città; qui, Lucullo, di ritorno dall'Asia con immense ricchezze, si fece costruire una residenza sontuosa che si prolungava fino al dirimpettaio monte Echia; qui Marco Tullio Cicerone e Catone il censore esperirono la loro funzione di esecutori testamentari dell'amico prematuramente scomparso; qui, nel V sec. d.C., si insediarono i monaci cenobiti che costruirono alcuni monasteri; qui sbarcò e trovò rifugio S. Patrizia sfuggita alle voglie dello zio imperatore d'Oriente; qui le milizie del duca Sergio sfrattarono i monaci per insediarvi un presidio militare; qui Ruggero il Normanno adunò le sue milizie; qui, infine, Roberto d'Angiò provvide ad erigere un vero e proprio castello dotandolo delle forti torri quadrate che ancora oggi incutono rispetto. Il castello rivestì anche il ruolo di prigione, vi furono rinchiusi tra gli altri: Romolo Augustolo, ultimo imperatore d'Occidente; il figlio di re Manfredi di Svevia; la principessa d'Acaja; Tommaso Campanella; numerosi giacobini, carbonari e liberali fra cui Francesco De Sanctis. Fu luogo di innumerevoli avvenimenti bellici: fu conteso da Angioini e Aragonesi.
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