Burgio, dall'arabo "Burg" fortezza, è uno dei centri più antichi dell'agrigentino (guerre servili del 104 a.C.). La data di fondazione è incerta, tuttavia la presenza del castello saraceno potrebbe indicare una possibile origine araba. Situato sul declivio meridionale del monte San Nicolò a 317 metri sul livello del mare, Burgio ha una superficie di 4222 ettari e dista 72 chilometri circa dal capoluogo. La popolazione è quasi interamente dedita all'agricoltura e alla zootecnica. Le colture più rappresentative sono l'olivo, l'arancio, il mandorlo e il pesco tardivo. Burgio accoglie un'ampia superficie forestata (più del 50% del territorio comunale) all'interno della quale è godibile un'area attrezzata chiamata "Rifesi", molto frequentata anche dagli abitanti dell'hinterland. Burgio vanta un antico e tradizionale artigianato che va dalla produzione delle caratteristiche ceramiche (famose sono le Quartare e i Cantari) alla fonderia delle campane, unica in Sicilia e risalente a ben quattro secoli orsono. Il monumento più antico del paese è indubbiamente il castello , tutt'oggi il monumento più antico, che con la conquista del conte Ruggero dovette essere riedificato, ed attorno al quale sorsero i primi nuclei abitativi. Altro luogo antico del paese è la Chiesa Madre dedicata a Sant'Antonio Abate, dovrebbe risalire al XII secolo, rimaneggiata poi nel XVI.
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