| la tua vacanza a contatto con la natura : : Basilicata : Castello di Grottole
Zia Maddalena
Logo

torna alla homepage aiuto online agli utenti come contattare la redazione registrazione utenti
Logo
| la tua vacanza a contatto con la natura : : Basilicata : Castello di Grottole
 
   Abruzzo
   Basilicata
   Calabria
   Campania
   Emilia Romagna
   Friuli Venezia Giulia
   Lazio
   Liguria
   Lombardia
   Marche
   Molise
   Piemonte
   Puglia
   Sardegna
   Sicilia
   Toscana
   Trentino Alto Adige
   Umbria
   Valle d'Aosta
   Veneto


Matters Multimedia

  Per maggiori informazioni: Click!


 
Castello di Grottole
Provincia: Matera
Località: Grottole
Regione: Basilicata


La struttura originaria era formata da 13 vani soprani, da 6 vani sottani, da una stalla e da una cantina. Il castello fu Posseduto da varie ed illustri famiglie del Regno di Napoli: Gianvilla, Pisciscelli/Zurlo, Gaetano Dell'Aquila, Sanchez, De Luna, D'Aragona, Spinelli, Caracciolo, Sanseverino di Bisignano. Oggi non rimane che un colossale torrione, con una sola finestra spalancata verso il paese e, se la si osserva con attenzione nelle notti di luna e nei mesi da aprile a giugno, è facile vedervi una figura di una donna, Abufina, la più bella e la più sfortunata ragazza mai vissuta a Grottole. E’ la storia di un grande amore che inizia così. Un giorno Abufina, bellissima dama, ricamava seduta accanto alla finestra del torrione: ella possedeva la pelle bianca come latte e pensava al suo amore, Selepino, che combatteva in terra lontana. All’improvviso, mentre era intenta ai lavori domestici, avvertì lo scalpitio di un cavallo; era un messaggero che portava un plico che così recitava: “Vieni, Abufina, vieni da me; io che uccido i nemici, me l'amore mi uccide; vieni, Abufina, vieni da me: insieme con te al castello di Grottole sol tornerò; fà presto, fà presto...”. E Abufina partì, ma il bianco cavallo, distratto dalle pietre luccicanti e scivolose del fiume Basento, s’impennò, e la bella fanciulla fu travolta nei vortici del fiume. La leggenda narra che il signore del castello, per onorare la memoria di una fanciulla, Abufina, morta per andare incontro al suo amore vi collocò una lapide (di cui era possibile vedere fino agli inizi del secolo scorso dei frammenti) con una scritta: “Ad Abufina la bella, che corse, cui fu dolce morire d'amore; questa torre che fu tua dimora, parli sempre alle genti di te. Ogni amante ti porga un saluto, e si stringa al suo cuore l'amata...”. Ancora oggi il Basento, pentitosi per aver distratto il cavallo bianco, pare che mormori ogni tanto il nome di Abufina.

 

Nuova pagina 2

vai all'atlante turisticovai all'atlante turistico

aggiungi la tua struttura

leggi le news

accedi al country market

accedi al country life

Copyright © 1999-2002 s.r.l.
Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari.
Per informazioni scrivere alla redazione
info