Al centro di un ampio golfo, dominata dal Monte Pellegrino (597 metri d'altezza), montagna dentro la città, circondata dal mare e da una dolce catena di colline, Palermo si estende in quella piana che dal XVI secolo viene chiamata Conca d'Oro, ricca di sorgenti, di fiumi e di agrumeti. Il primo nucleo della città fu fondato su un promontorio roccioso al centro di una vasta zona pianeggiante assai lussureggiante, circondata da due corsi d'acqua: il torrente Kemonia, detto "del maltempo" a meridione, e il Papireto a settentrione. Il suo porto è fra i più antichi e attivi del Mediterraneo e ne caratterizza la vocazione multiculturale nel cuore del Mediterraneo. Questo assetto si mantenne sino al IX secolo d. C., quando, con la conquista musulmana, la città divenne sede di un emirato e cominciò ad acquistare lo splendore di cui è giunta traccia sino ad oggi. Gli Arabi la definirono "paradiso delle terra". Sotto i Normanni (dal 1072), a Palermo ebbe inizio un periodo di grande sviluppo economico e culturale, confermandosi poi con la dinastia sveva e con il regno di Federico II nel XIII secolo, allorché la città assunse a rango di centro primario dell'Occidente.
Nel XV secolo e fino al XVI, la città divenne colonia spagnola sotto la dominazione degli Aragonesi. Con il regno di Carlo V, Palermo divenne capitale di un viceregno spagnolo, ed esercitò molto potere attraverso il Tribunale dell'Inquisizione.
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