Benedettini
Del complesso di edifici che costituirono l'Abbazia di S. Maria in Sylvis rimangono oggi - attorno alla piazzetta, cui si accede mediante un ponte levatoio e un torrione seicentesco - la chiesa con il suo singolare atrio, il campanile che fungeva da torre di vedetta, la residenza degli Abati (trasformata in municipio), la Cancelleria (sede della scuola materna), la canonica, una delle sette torri difensive inglobate nella cinta muraria e il fossato che circondava tutto il complesso.
La chiesa abbaziale - preceduta da un vasto atrio a tre navate - presenta un salone soprastante a cui si accede dalla scala in pietra addossata alla facciata; tale Sala Capitolare, decorata da affreschi, usata originariamente dai monaci come coro notturno, successivamente fu adibita a dormitorio per i pellegrini.
La facciata è caratterizzata da finestre trifore del X secolo e da resti di affreschi di epoche diverse (XII-XIII sec.).
Nella lunetta archiacuta sopra il portale e sopra la porta della loggetta è rappresentato S.Cristoforo, la cui immagine protettrice dei viandanti compariva in tutti gli edifici sacri situati lungo le vie di comunicazione.
All'interno della loggetta, un tempo ingresso al chiostro, rimangono due scene a soggetto profano, databili alla fine del XII - inizi del XIV secolo, tratte dal ciclo cavalleresco di Carlo Magno e Rolando.
In cima alla scala si possono vedere altre due piccole scene frammentarie a soggetto cavalleresco, unico resto degli affreschi trecenteschi che ornavano un tempo la primitiva facciata della residenza degli abati, ingrandita nel 1500.
Sulle pareti laterali dell'atrio si ammirano due grandi scene di ispirazione dantesca affrescate intorno al 1490: il messaggio religioso è completato dalla scena dipinta sopra il portale, raffigurante S.Michele arcangelo che pesa le anime e le invia alla giusta destinazione secondo i meriti.
Altri affreschi si trovano ai lati della porta d'ingresso della chiesa.
Le navate laterali dell'atrio, anticamente adibite a cimitero di abati e monaci, ospitano un lapidario con resti romani, altomedievali, romanici, gotici e rinascimentali.
La chiesa è in stile romanico, a tre navate, con soffitto a capriate e ampio transetto sopraelevato con pregevoli affreschi di scuola giottesca riferibili alla prima metà del
Trecento.
Nell'abside sono rappresentate le scene dell'Incoronazione della Vergine, della Natività, dell'Annuncio ai pastori ed alcune figure di Santi.
Sulla parte in fondo del braccio destro campeggia l'immagine del Lignum Vitae, allegoria del valore salvifico della Croce.
Nella cripta a croce greca, suddivisa da venti esili colonnine, è conservata la celebre urna longobarda di S.Anastasia, risalente all'VIII secolo: è un bellissimo reliquiario a cassa formato da lastre di marmo greco finemente scolpite con motivi geometrici, contenente le spoglie della martire romana.
Molto conosciuta in antichità, tale urna era venerata dai pellegrini che giungevano all'Abbazia sicuri di trovare ospitalità all'interno di questa chiesa fortificata.
Vi si possono ammirare inoltre un Vesperbild o Pietà, di produzione tedesca quattrocentesca e l'ancona marmorea della fine del Duecento.
Tutte queste opere d'arte, firmate da artisti importanti - vedi il Beato Angelico, il Padovanino, il Bellunello, Benozzo Gozzoli, Pellegrino da San Daniele, Pomponio Amalteo, il Pordenone - rendono lìAbbazia uno scrigno di cultura e di arte.
Come si raggiunge: Percorrendo l’autostrada PORTOGRUARO-CONEGLIANO A28. Uscendo al casello Sesto al Reghena, dopo 2 Km si giunge alla località.
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