Alla caduta dell’impero romano orde di barbari calarono dal nord dell’Europa portando in Italia morte e distruzione. Gli abitanti delle città venete, per scampare alla ferocia di Unni e Vandali, si rifugiarono nelle isole della laguna adriatica: fu così che, intorno al 450 d. C., nacque Venezia, "città delle isole" sottoposta all’influenza bizantina e governata da un duca, o doge, eletto da un’assemblea popolare.
Il sapiente uso della diplomazia e delle armi portò Venezia ad essere padrona in poco tempo delle coste dell’Istria, della Dalmazia e della Puglia e a diventare una vera e propria potenza sempre meno dipendente da Bisanzio. Lo splendore di quella che venne chiamata la Serenissima Repubblica ha inizio però solo nel 1202, quando il doge Enrico Dandolo fornì un aiuto decisivo ai cavalieri della quarta Crociata nella conquista di Costantinopoli.
Dalla spartizione dei beni bizantini la Serenissima guadagnò immense ricchezze che le consentirono di ampliare i propri orizzonti commerciali: le sue navi dominavano il Mediterraneo fino al Medio Oriente e tornavano nella laguna cariche di merci preziose, introvabili in Europa.
Venezia toccò il culmine della potenza all’inizio del Quattrocento, dopo aver sconfitto il duca di Milano ed aver conquistato molte città del nord-est italiano, diventando con Milano e Firenze una delle principali potenze della penisola italiana. Da allora iniziò la lenta ma inesorabile parabola discendente della Serenissima.
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